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Saturno Butto’ Intervistato da Albert Hofer per Channel 83

(Intervista © A. Hofer, Ottobre 2004)

I tuoi quadri sono pieni di riferimenti al mondo della medicina e a tutto cio’che gravita intorno ad essa; strumenti medici quali siringhe, forcipi, flebo, aghi sembrano diventare non soltanto un elemento ornamentale atto a decorare il corpo, ma addirittura suggeriscono un legame con la sfera del sacro. Che tipo di rapporto hai con tutto cio’che e’legato alla medicina? Da quando, e perche’, hai cominciato ad incorporare l’immaginario medico all’interno della tua opera?

Sono semplicemente affascinato dall’inquietudine che l’universo medico-chirurgico provoca in me. Provo un misto di attrazione e repulsione nello stesso tempo, sensazioni forti, che cerco di trasmettere con la pittura. Il decoro rimane una componente importante, e questo tipo di accessori fanno bene la loro parte.

Con le tavole dei primi anni ’90, ho cominciato ad inserire pompette per clisteri e lavande vaginali, apparecchi odontoiatrici, collari, insieme a costrizioni in ferro di vario genere. Provo un sottile piacere nell’ unire la carne con il metallo, da una parte avverto gli echi di secoli andati, dall’altra, forse…un bisogno di rafforzare il corpo al fine di vincere sulla morte?!?

La tua opera spesso sembra attingere alla sfera mistica, alla religione Cristiana e ad un immaginario legato alla sofferenza, con riferimenti a tematiche quali il martirio, e la crocifissione: che cosa ti spinge ad interessarti del corpo ferito, del dolore della carne e, in generale, di immagini legate alla sofferenza?

Non sono interessato al dolore fine a se stesso, ma dalla forza evocativa che esso ha nel gusto popolare. Il panorama iconografico della nostra cultura cristiana occidentale è ricchissimo di immagini legate al dolore e alla sofferenza. Questo sembra essere, quasi, un percorso obbligato per un fine catartico, vedi appunto, le varie passioni di Santi e Martiri…E più prosaicamente, ma con un fine analogo, alcuni rituali erotico-sessuali legati al dolore, li vedo come percorsi iniziatici per l’ubersinnlich (il piacere sovrasensuale) una dimensione simile alle estasi mistiche.

Le immagini che rappresenti sembrano sospese nel tempo: vi si notano elementi per cosi’dire ‘attuali’ mescolati ad una composizione decisamente classica. Per quanto riguarda lo stile, chi sono i tuoi riferimenti principali. Pensi di poter citare artisti contemporanei che ti stimolano e in un certo senso ‘ispirano’, oppure ritieni che I tuoi modelli, qualora questi siano facilmente identificabili, siano da ricercare in epoche precedenti?

Non ho mai avuto un riferimento assoluto nel corso della mia attività artistica. Nello stesso tempo ho sempre guardato tutta la storia dell’arte e non solo la pittura. Questo, da un lato, per cercare di essere (nello stile pittorico) il più personale possibile, dall’altro per utilizzare al meglio quello che la storia ci ha lasciato. Quello che dipingo dovrebbe essere assolutamente contemporaneo, niente a che fare con citazionismi o anacronismi…mi auguro di riuscirci.

Naturalmente ci sono diverse personalità artistiche che mi piacciono e che seguo, ma non che mi “ispirano”, per quello attingo ad altre fonti. Se proprio devo citare qualcuno, sopra tutti metterei : i fotografi Joel Peter Witkin e Andres Serrano, per la pittura Francis Bacon.

Molti artisti contemporanei, sebbene ciascuno in maniera completamente differente (se non addirittura opposta), fanno uso all’interno della propria opera di citazioni di stampo ‘medico’ assimilabili alle tue, al punto che sempre piu’spesso i loro nomi ti vengono affiancati (in critiche, articoli ecc) come se facessero parte di una corrente artistica ben precisa ed istantaneamente identificabile della quale tu stesso sei considerato parte integrante.

Mi riferisco ad esempio ad artisti quali Romain Slocombe, Trevor Brown, Helnwein ed altri; mi piacerebbe chiederti come ti senti, in veste di artista, quando vieni avvicinato ad altri: e’stimolante o ghettizzante? Ritieni che abbia senso accostarti ad alcuni dei nomi di cui sopra oppure pensi che parlare di ‘arte medica’, ‘feticismo medico’ sia ridondante e, alla fine dei conti, privo di senso?

Non mi considero un pittore collocabile in una qualche corrente artistica e ancora meno se si parla di “ arte medica o feticismo medico”. Ma non mi disturba venir accostato ad altre personalità artistiche, ci sarà anche una ragione in fondo. Comunque ritengo che queste cose hanno senso fino ad un certo punto, fondamentalmente io eseguo ritratti e questo è l’unico comune denominatore nella mia ricerca, citazioni fetish, apparati medico-chirurgici, o altro, li vedo più come complementi temporanei. Un dettaglio importante che serve soprattutto a distinguere la pittura dall’ illustrazione.

E’impossibile non notare, nella maggior parte dei tuoi quadri, suggestioni legate all’universo del sadomaso. Se il corpo e’il grande protagonista dei tuoi quadri, che ruolo ha il sesso all’interno di essi?

L’iconografia S/M ha valenze che vanno oltre il carattere prettamente erotico-sessuale, ormai questo tipo di accessori fanno parte del costume della nostra società. Io me ne servo, perché trovo che, spesso, sono il complemento ideale nella rappresentazione del corpo esaltandone la bellezza e la contemporaneità. Sessualità, religione e morte sono pensieri ricorrenti, direi ossessivi, sono i grandi misteri della nostra esistenza. E come diceva C. Paglia: “l’arte è esibizionismo rituale dei misteri primari “.

Molte delle tue opere hanno come soggetto immagini viscerali e il grottesche. Ti senti particolarmente attratto da cio’che e’eccessivo, dal deforme e dal mostruoso? Ricerchi in chi posa per te particolari caratteristiche fisiche, o altro?

Mi sono sempre piaciuti gli eccessi. Ma non mi interessa il deforme o il mostruoso ad ogni costo. I miei soggetti, a volte, possono essere grotteschi, soprattutto nella figura maschile, ma questo succede perché non sono un cultore del bello ideale, quello che mi incuriosisce maggiormente nell’elemento umano è il carattere psicologico, con rare eccezioni.

Ho notato che le donne, grandi protagoniste del tuo lavoro, sembrano assumere spesso sembianze sinistre all’interno dei tuoi quadri. Ritieni di ritrarre la figura femminile in una luce particolare, ad esempio accentuandone il carattere seduttivo e dominante?

Si! In prevalenza…

La biografia presente sul tuo sito menziona alcuni tuoi esperimenti con metodi creativi differenti dalla pittura. Ti andrebbe di parlarmi di questi tuoi progettii? Sono da considerarsi conclusi? Credi che, a questo punto della tua vita e della tua carriera, la pittura sia destinata ad essere ‘la tua via’, o sei ancora interessato e disposto ad esprimerti tramite canali differenti?

Quando frequentavo l’Accademia non ho mai dipinto. In quegli anni ero più interessato alla fotografia, al cinema, all’arte concettuale mescolata alla body art e alla land art. Ero convinto che per fare arte bisognasse utilizzare i media più attuali, ero molto affascinato da quelle correnti artistiche e da qualche personalità, cito Gina Pane per esempio. Tutte vicende concluse, ma fondamentali per la mia formazione artistica, tanto quanto lo è stato il disegno al Liceo Artistico. Attualmente la pittura assorbe completamente il mio tempo, certe volte è faticoso ma riesco a divertirmi ancora. Non escludo, in futuro, di poter adoperare altre tecniche, la fotografia digitale è una tentazione…

This interview is © Albert Hofer (2004), no parts of it can be reproduced without the author’s written permission.

Saturno Butto’ can be contacted at: saturno@saturnobutto.com